domenica 17 settembre 2017

Le 2 leggi di Ohm



Prima legge di Ohm
In un filo conduttore l'intensità di corrente ( I ) è direttamente proporzionale al voltaggio ( V ) ed inversamente proporzionale alla resistenza ( R ). In altre parole possiamo dire che, in un circuito:
·        la corrente aumenta all'aumentare della tensione della pila o al diminuire della resistenza del circuito stesso.
·        la corrente diminuisce se diminuisce la tensione della pila o aumenta la resistenza del circuito.
Questi concetti sono riassunti nella prima legge di Ohm, che ha la seguente formula:
I = V / R

Seconda legge di Ohm
La resistenza di un filo conduttore è direttamente proporzionale alla sua lunghezza ( l ) ed inversamente proporzionale alla sua sezione ( s ). La resistenza dipende, inoltre, dalla natura del materiale: ogni materiale ha la sua resistenza specifica ( resistività ) che si indica con la lettera greca " " (ro)

R = rl / s

sabato 16 settembre 2017

Resistori con 4 anelli colorati


Il valore resistivo in Ohm può essere desunto dalla seguente tabella:

COLORE
1° ANELLO
2° ANELLO
3° ANELLO
4° ANELLO
Nero
-
0
x 1
-
Marrone
1
1
x 10
-
Rosso
2
2
x 100
-
Arancio
3
3
x 1.000
-
Giallo
4
4
x 10.000
-
Verde
5
5
x 100.000
-
Blu
6
6
x 1.000.000
-
Viola
7
7
x 10.000.000
-
Grigio
8
8
-
-
Bianco
9
9
-
-
ORO
-
-
: 10
5%
ARGENTO
-
-
: 100
10%
NULLA
-
-
-
25%


Per una corretta lettura del codice è necessario posizionare il resistore con l'anello argentato o dorato sulla destra e procedere con la lettura dei colori da sinistra verso destra.
I primi due anelli corrispondono a numeri che vanno considerati uno di seguito all'altro, il terzo anello indica il numero degli zeri da aggiungere.
Mentre la prima serie di anelli indica il valore resistivo, il quarto anello indica la tolleranza, cioè lo "spostamento" percentuale, in più o in meno, del valore effettivo rispetto a quello dichiarato mediante gli anelli.

San Marco-1: il primo satellite italiano



Il 15 dicembre 1964 a Wallops Island in Virginia, da una piattaforma di lancio sulla costa orientale degli Stati Uniti, partì con successo il San Marco-1, primo satellite italiano. Il San Marco-1 era un piccolo satellite dalla forma quasi sferica, il cui  obiettivo era quello di studiare l'alta atmosfera. Il  primo satellite italiano fu portato in orbita da un vettore Scout statunitense. Fu il primo di una serie di satelliti italiani – tutti denominati San Marco – che andarono nello spazio negli anni successivi. Figura simbolo della conquista italiana dello spazio fu Luigi Broglio, direttore della Scuola di Ingegneria Aerospaziale e generale dell’Aeronautica Militare. Fu lui il padre del programma e il pioniere delle attività spaziali italiane.


Aldo Domenico Ficara

giovedì 14 settembre 2017

I 20 Nobel italiani



In tutto, i Nobel italiani sono stati 20: Eccoli:

Giosuè Carducci – Premio Nobel 1906 per la Letteratura
Camillo Golgi – Premio Nobel 1906 per la Medicina
Ernesto Teodoro Moneta – Premio Nobel 1907 per la Pace
Guglielmo Marconi –  Premio Nobel 1909 per la Fisica
Grazia Deledda –  Premio Nobel 1926 per la Letteratura
Luigi Pirandello – Premio Nobel 1934 per la Letteratura
Enrico Fermi – Premio Nobel 1938 per la Fisica
Daniel Bovet – Premio Nobel 1957 per la Medicina
Salvatore Quasimodo – Premio Nobel 1959 per la Letteratura
Emilio Gino Segrè – Premio Nobel 1959 per la Fisica
Giulio Natta – Premio Nobel 1963 per la Chimica
Salvator Edward Luria – Premio Nobel 1969 per la Medicina
Renato Dulbecco – Premio Nobel 1975 per la Medicina
Eugenio Montale – Premio Nobel 1975 per la Letteratura
Carlo Rubbia – Premio Nobel 1984 per la Fisica
Franco Modigliani – Premio Nobel 1985 per l’Economia
Rita Levi Montalcini – Premio Nobel 1986 per la Medicina
Dario Fo – Premio Nobel 1997 per la Letteratura
Riccardo Giacconi – Premio Nobel 2002 per la Fisica
Mario Capecchi – Premio Nobel 2007 per la Medicina

mercoledì 13 settembre 2017

Grafene utile alla trasmissione ultra rapida per telecomunicazioni



Ricercatori dell'Istituto Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con l'Università di Cambridge, nell'ambito del progetto Graphene Flagship, hanno dimostrato che è possibile creare un assorbitore saturabile per laser Terahertz utilizzando grafene. Il grafene è ottenuto da esfoliazione meccanica di grafite in fase liquida poi depositato tramite “scrittura a getto di inchiostro” al pari di quella di una stampante. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, descrive un assorbitore saturabile per laser Terahertz capace di una modulazione di assorbimento di un ordine di grandezza maggiore rispetto ai dispositivi prodotti finora. Un assorbitore saturabile è un dispositivo impiegato in alcuni tipi di laser per innescare l’emissione di impulsi di breve durata, grazie al fatto che il suo assorbimento di luce cala all'aumentare dell'intensità della luce stessa. Un simile componente ha un grande potenziale per i laser operanti nel lontano infrarosso, a frequenze Terahertz (THz - un milione di milioni di oscillazioni al secondo), con applicazioni che vanno dalla spettroscopia all'imaging. Permettono infatti di realizzare sistemi laser ad alta modulazione in grado di produrre impulsi ultra-brevi aprendo a numerose prospettive in applicazioni che riguardano fenomeni che avvengono su scala di tempo ridotte, come per esempio la spettroscopia risolta nel tempo di gas e molecole, l'informazione quantistica o la trasmissione ultra rapida per le telecomunicazioni.

martedì 12 settembre 2017

Texas Instruments 58C: le calcolatrici nella scuola fine anni 70



Con la miniaturizzazione dei circuiti integrati negli anni settanta nelle scuole si arrivò all’utilizzo di calcolatrici di dimensioni ridottissime anche in altezza, inseribili direttamente nel portafogli, pronte per essere estratte appena necessario. Una dozzina o una quindicina di bottoni, un piccolo display a cristalli liquidi. Era il primo segnale di una rivoluzione micro-elettronica che stava cominciando: e forse a questo, alla novità che rappresentavano più che all'uso pratico che se ne faceva, si deve la straordinaria popolarità di questo gadget; che impensierì soprattutto gli insegnanti di matematica in quanto rendeva inutile anche ai bambini l'uso del calcolo manuale e mentale. A tal riguardo ricordiamo la calcolatrice Texas Instruments 58C di cui elenchiamo le caratteristiche:

·        Costruttore: Texas Instruments
·        Categoria: calcolatrice elettronica tasca
·        Luogo d'origine: Dallas, U.S.A.
·        Anno produzione: 1979
·        Descrizione: Le programmabili della serie TI consentivano l’alloggiamento di un modulo software pre-programmato sul retro, che rendeva possibile espandere notevolmente le capacità della calcolatrice. Sul frontale si inseriva invece un apposito cartoncino riepilogativo del programma utilizzato. Questa versione 58C risolveva l’impossibilità, per la versione 58, di memorizzare il programma impostato.


Aldo Domenico Ficara

lunedì 11 settembre 2017

Nobel italiani per la fisica: Carlo Rubbia



Carlo Rubbia nasce a Gorizia il 31 marzo 1934, figlio di un ingegnere elettronico e di una insegnante di una scuola elementare. Si iscrive ai test di ammissione alla Normale di Pisa, ma non rientra nel ristretto numero di eletti, quindi si iscrive alla Facoltà di Ingegneria di Milano, ma il destino vuole che riprenda la via per la Scuola di Pisa dopo pochi mesi, grazie ad un posto rimasto vacante. Presso la facoltà di Fisica toscana, si laurea con una tesi sugli esperimenti compiuti sui raggi cosmici, nel 1957, quindi inizia a collaborare con il suo relatore, il Professor Conversi, realizzando in questo periodo il primo rilevatore di particelle di gas. Dal 1960 svolge la sua attività di ricerca al CERN di Ginevra, il più grande laboratorio nel mondo per la fisica delle alte energie, di cui sarà poi Direttore generale dal 1989 al 1994, svolgendo ricerche inerenti alla fisica delle particelle elementari e dove completa esperimenti sulle interazioni deboli al sincrociclotrone, al protosincrotrone e in seguito al collisionatore di fasci protonici, risultando dunque attivo nel campo della fisica sperimentale. Per verificare la teoria elettrodebole di Abdus Salam e Steven Weinberg, modifica l'acceleratore Super Proton Synchrotron (SPS) in un collisionatore di protoni e antiprotoni. Con questo esperimento, a capo del gruppo di cento fisici noto con il nome di UA1, scopre nel 1983 le particelle responsabili dell'interazione debole, cioè i bosoni vettoriali W+, W− e Z, confermando anche la teoria dell'unificazione della forza elettromagnetica e della interazione debole nella forza elettrodebole. Nel 1984, ad appena un anno dalla scoperta, riceve insieme all'olandese Simon van der Meer il Premio Nobel per la fisica. Dal 1970 al 1988 è Higgins Professor per la fisica presso la Harvard University. È stato anche professore ordinario di complementi di fisica superiore all'Università di Pavia. Dal 1986 al 1994 è stato il Presidente del Laboratorio di Luce di Sincrotrone di Trieste. Nel 1990 per volontà della Regione Autonoma della Sardegna fondò il CRS4 Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna, ricoprendo la carica di presidente fino al 2006. Dal 1999 è Presidente dell'ENEA. Nel 2005, a seguito di ripetuti contrasti con il consiglio di amministrazione dell'ENEA, critica il governo Berlusconi sull'«umiliazione che la ricerca in Italia sta subendo». L'ENEA viene allora commissariato e Rubbia non viene riconfermato dal Ministro Claudio Scajola. Il 30 agosto 2013 viene nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.